Gli spaghetti al ragù di calamari in bianco appartengono a una ricetta dello chef Gennaro Contaldo, che mi ha sorpreso e incuriosito notevolmente: il connubio d’ingredienti rende la pietanza superlativa!

Il ragù di calamari in bianco

La pasta ai calamari in bianco sono un piatto veloce e dal gusto strepitoso. Possiamo prepararlo in un attimo con calamaretti freschi, o anche surgelati se non avete il tempo di passare in pescheria, come, invece, ho fatto io appositamente perché desideravo preparare questa ricetta.

In entrambi i casi è un piatto molto veloce da preparare, giusto il tempo di cuocere la pasta, e viene gustosissimo. Scopriamo gli ingredienti utili e il procedimento.

Gli spaghetti al ragù di calamari in bianco appartengono a una ricetta dello chef Gennaro Contaldo, che mi ha sorpreso e incuriosito notevolmente: il connubio d'ingredienti rende la pietanza superlativa!

Spaghetti al ragù di calamari in bianco

Preparazione 1 h
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Cucina Italiana
Porzioni 4 persone

Ingredienti
  

  • 360 g spaghetti
  • 800 g calamari
  • 1  piccola cipolla
  • 2 carote
  • 1 costa di sedano
  • ½ bicchiere di vino bianco
  • q.b. olio evo
  • q.b. aglio
  • q.b. peperoncino
  • q.b. prezzemolo
  • q.b. sale

Istruzioni
 

  • Una volta puliti i calamari, tagliamoli sottilmente tipojulienne oppure a pezzetti. A me li hanno tagliati direttamente in pescheria.
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  • Tagliamo sottilmente e a piccoli pezzi la cipolla, lecarote, la costa di sedano scelta tra quelle più tenere.
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  • In una padella mettiamo l’olio extravergine, l’aglio, il peperoncino se piace. Appena l’aglio è dorato, aggiungiamo i calamari e mescoliamo.
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  • Facciamoli asciugare qualche minuto, poi sfumiamo con il vino e facciamo leggermente evaporare. Trasferiamo il tutto in una ciotola e teniamo da parte.
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  • Nella stessa padella, ripulita, mettiamo un poco di olio. Appena caldo versiamo carote, sedano, cipolle e facciamo appassire, mescolando spesso. Aggiungiamo i calamari, il sale, un mezzo bicchiere di acqua calda. Copriamo con coperchio e facciamo cuocere, mescolando spesso. A me sono bastati una decina di minuti o poco più.
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  • La cottura dei calamari da una parte e le verdure soffritte dall’altra potranno essere fatte anche in due padelle separate e contemporaneamente.
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  • Nel frattempo che i calamari cuociono, mettiamo a bollire l’acqua per la pasta. Saliamo, versiamo gli spaghetti e una volta cotti, a noi piacciono molto al dente, facciamoli saltare insieme al condimento dei calamari, a cui avremo aggiunto prezzemolo tritato.
  • Impiattiamo e aggiungiamo prezzemolo, peperoncino o pepe.

Come ho conosciuto sui social Gennaro Contaldo

Qualche settimana fa, ho pubblicato il video delle tagliatelle ai funghi porcini, cucinate alla maniera di papà. Lui non era cuoco ma insegnante elementare, proprio come mamma. Perciò, lavorando entrambi, si erano divisi i compiti: lei puliva e papà cucinava.

La ricetta della tagliatelle ha provocato molte discussioni, perché nella versione di papà c’era del pomodorino a condire la pasta. Nelle nostre zone è sempre stata consuetudine preparare i funghi con un po’ di pomodorino. 

Le avevo preparate con dei bellissimi funghi, regalatimi da Sara, la mamma dei gemellini Costantino e Francesco, che avete conosciuto in questo video.

Il giorno successivo alla pubblicazione delle tagliatelle ai funghi, trovo, tra le notifiche di Instagram, “Gennaro Contaldo ha iniziato a seguirti.” Noto accanto al suo nome la spunta blu, che, sintetizzando, sta ad indicare un personaggio pubblico molto noto. Vado subito a controllare chi sia e scopro che ha 700 mila followers su Instagram ma anche sul canale youtube. Guardo qualcuno dei suoi reels, capisco che è uno chef. 

Mi sento lusingata dal fatto che lui così famoso, abbia seguito me, una perfetta sconosciuta. Non capisco come mai, ma mi riservo di indagare.

Lo seguo anche io. Apprendo che è originario di Minori, un paesino della Costiera amalfitana.

Nei giorni successivi cerco qualche notizia su di lui: all’età di 8 anni già lavorava in un ristorante e nella sua famiglia il papà e il nonno andavano a caccia e raccoglievano funghi. 

Nel 1969, a soli 20 anni, si trasferisce a Londra dove, negli anni a venire lavora nel Ristorante Neal Street di Carluccio, il cui chef era Antonio Carluccio, famoso anche per essere state un capace imprenditore italiano.

Nel 1998 apre il suo ristorante, “Passione” e assume un giovane allora sconosciuto, Jamie Oliver. Negli anni successivi pubblica libri di ricette e partecipa a numerosi programmi televisivi. *

Metto in relazione la pubblicazione del mio video con i funghi, la sua passione nel cercarli, i suoi ricordi infantili con il fatto che abbia scelto di seguirmi.

Anche io sono una sentimentale, ormai mi conoscete. Spesso, pubblico ricette legate ai miei ricordi per far rivivere le persone a me più care.

L’amore per la cucina italiana a partire dal ragù di calamari in bianco

La bella storia di Gennaro, oltre al fatto di inorgoglirmi come italiana, mi ha fatto pensare a mio zio Achille, fratello di mamma, che a soli 16 anni si trasferì a Montreal, a cercare fortuna. Mio nonno era morto, poco più che cinquantenne, privando la sua famiglia di 5 figli dell’unico reddito disponibile. Mamma mi raccontava che erano stati tempi durissimi, avevano sofferto la fame, poi, per fortuna, lei a diciannove anni aveva iniziato ad insegnare. 

Zio Achille, invece, partì per Montreal, dove si trasferì anche la sorella Maria, sposatasi per procura. Con tanti sacrifici mise in piedi una ditta che faceva impianti elettrici e si costruì una discreta posizione. Si tolse anche lo sfizio di candidarsi nel suo arrondissement ed essere eletto come Consigliere comunale della città. E’ molto benvoluto.

Ma, nonostante tutto questo, nella sua voce non è mai scomparso il rimpianto di aver abbandonato la sua terra e i suoi affetti. Ancora oggi, i suoi occhi diventano lucidi e nostalgici, ripensando a come sarebbe stata la sua vita se non fosse emigrato. 

Ecco, nella mia mente, leggendo la vita di Gennaro, è scattata questa similitudine, un’immediata simpatia certo, ma anche tanta stima per ogni italiano all’estero. 

Mi piace pensare che a Gennaro piaceranno questi pensieri affettuosi, piacerà che abbia replicato un suo piatto, tra l’altro delizioso.

Proprio come a mio zio Achille piacerà leggere le mie parole rivolte a lui. Ha scelto, per il suo ultimo viaggio, di tornare in Italia, vicino ai suoi, vicino a mia mamma.

Perdonatemi se vi ho annoiato, ma per me non c’è cibo senza sentimenti e questi vanno sempre raccontati.

Per Gennaro

A few weeks ago, I posted the video of tagliatelle with porcini mushrooms, cooked in Dad’s way. He was not a cook but an elementary school teacher, just like Mom. Therefore, as they both worked, they had divided the tasks: she cleaned and Dad cooked.

The day after the mushroom noodles were posted, I find among Instagram notifications, “Gennaro Contaldo has started following you.” I notice next to his name the blue checkmark, which, in summary, stands for a well-known public figure. I immediately go to check who he is and discover that he has 700,000 followers on Instagram but also on his youtube channel. I look at some of his reels and realize that he is a chef. 

I feel flattered that he so famous, followed me, a complete stranger. I don’t understand why, but I reserve the right to investigate.

I also follow him. I learn that he is originally from Minori, a village on the Amalfi Coast.

Over the next few days I look for some news about him: at the age of 8 he was already working in a restaurant, and in his family his father and grandfather went hunting and collected mushrooms. 

In 1969, when he was only 20 years old, he moved to London where, in the years to come he worked in Carluccio’s Neal Street Restaurant, whose chef was Antonio Carluccio, also famous for being a capable Italian entrepreneur.

In 1998 he opened his own restaurant, Passione, and hired a then-unknown young man, Jamie Oliver. In the following years he published cookbooks and participated in numerous television programs. *

I relate the publication of my video with mushrooms, his passion for looking for them, and his childhood memories with the fact that he chose to follow me.

I am also sentimental, you know me by now. Often, I post recipes related to my memories to revive my loved ones.

Gennaro’s beautiful story, besides making me proud as an Italian, made me think of my Uncle Achille, Mom’s brother, who moved to Montreal when he was only 16 years old to seek his fortune. My grandfather had died, in his early 50s, depriving his family of five children of their only available income. Mom told me that times had been very hard, they had gone hungry, then, fortunately, she at nineteen had started teaching.

Here, in my mind, reading about Gennaro’s life, this similarity clicked, an immediate sympathy certainly, but also a lot of esteem for every Italian abroad. 

I like to think that Gennaro will like these affectionate thoughts, will like that I have replicated one of his dishes, delicious by the way.