Altra classica ricetta di Pasqua. Questo pane semplice veniva preparato per la funzione serale del Giovedì Santo dove il sacerdote lava i piedi agli “apostoli”.

Ricetta della signora Lina Polcaro.

Ingredienti:

Lievitino da preparare 12 ore prima (sera):

300 g di farina 0

180 g di acqua

7 g di lievito di birra fresco.

Sciogliere il lievito nell’acqua ed impastare un panetto da mettere in un contenitore capiente in frigo.

Impasto dopo le 12 ore:

350 g di farina mista di cereali

350 g di semola rimacinata

350 g di farina 0

500/550 g di acqua tiepida

1 cucchiaino di zucchero

20 g di sale

2 cucchiai di olio evo

+ lievitino.

Procedimento:

Impastare il tutto sulla spianatoia, facendo la classica fontana. Andrà lavorato a lungo fino ad avere un impasto compatto ed omogeneo. Volendo potrete aggiungere anche dei semi, di zucca, di lino, di girasole.

La quantità di acqua è indicativa perché dipenderà anche dalla capacità di assorbimento delle farine. Lasciatene un 100 g. da parte che aggiungerete man mano mentre formate l’impasto.

Mettere a lievitare al caldo fino al raddoppio (5/6 ore).

Sgonfiare l’impasto, formare delle palline e metterle in un ruoto a ciambella imburrato ed infarinato. Poi, come si può vedere dalla foto, posizionate 4/6 uova sulla superficie, ricavate delle striscioline di pasta e mettetele a croce sulle uova. Formate un cordoncino di pasta lungo tutta la circonferenza esterna ed anche attorno all’anello centrale. Fate lievitare di nuovo, fino al bordo circa, e poi infornate a 220° statico per 20 minuti poi abbassate a 180° e cuocete ancora per 50 minuti circa. Regolatevi con il vostro forno.



Origine della ricetta.

Un pomeriggio, mentre ero dedita ai miei impasti, mi arriva, attraverso whatsapp, la foto di questo bellissimo pane da Lina (leggi sul blog “La favola di ‘Ngiulina”).

Lina, figlia di ‘Ngiulina nonché moglie di Luigino Martignetti, fratello di Monsignore, mio cognato, che ci volete fare, il mondo è piccolo, è molto brava in cucina.

Ha tre maschi a casa ed il lavoro è piuttosto impegnativo.

Insieme alla foto, mi racconta, eh beh si, lei parla … un poco, che questo pane veniva preparato da sua zia suora, zi’ Pippinella, per portarlo in Chiesa il giovedì santo. Dopo la funzione, il parroco e gli uomini che erano stati scelti per la parte degli Apostoli, lo mangiavano insieme.

Mi è sembrata una cosa assai bella e le ho chiesto di rifarne uno affinché potessi condividerlo sul blog. Lei chiaramente fa tutto ad occhio ed era impossibile in quella sede parlare di dosi. Dopo una prima resistenza, ha acconsentito.

E così, Lina ha scritto più o meno la ricetta e mi ha regalato questo pane: semplice, senza pretese, profumato, impastato a mano e bellissimo nella forma. Lei ha voluto miscelare delle farine diverse, poiché, certamente, oggi non c’è più la farina che usava zi’ Pippinella.

Grazie Lina.