Taralli sugna e pepe: un cibo “da strada” buonissimo che nasce intorno al 1700, dagli avanzi dell’impasto del pane, a cui venivano aggiunti sugna e pepe. Ecco la ricetta di un napoletano doc.

Taralli sugna e pepe: origini della ricetta

I taralli sugna e pepe sono un prodotto tipico della tradizione napoletana. Purtroppo non ci sono notizie certe sull’origine della parola tarallo ma sono state avanzate diverse ipotesi. Alcuni esperti sostengono che la parola derivi dal latino “torrère” (abbrustolire). Altri sostengono dal francese “toral” (essiccatoio). Infine, c’è chi pensa derivi invece  dall’italico “tar” (avvolgere) facendo riferimento alla sua forma rotondeggiante.

Una ricetta del recupero in cucina

La storia ci  racconta che i taralli sugna e pepe nascono dall’esigenza dei fornai napoletani di recuperare i resti della pasta lievitata della produzione del pane.
Iniziarono così a fine del ‘700 a produrre  questo snack salato, con l’aggiunta di strutto e insaporendoli con il pepe.  I resti della pasta lavorata venivano divisi in due striscioline intrecciate tra loro, arrotondate a cerchio e annodate.

Diventarono così un cibo per i più poveri. Successivamente sono stati arricchiti con altri ingredienti e nei primi anni dell’ 800 venne aggiunta anche la mandorla.

Taralli sugna e pepe: un cibo “da strada” buonissimo che nasce intorno al 1700, dagli avanzi dell’impasto di pane. Ecco la ricetta napoletana.

Taralli sugna e pepe

Preparazione 1 ora
Portata Snack
Cucina Italiana
Porzioni 15 porzioni

Ingredienti
  

  • 500 g farina 00
  • 135 g acqua tiepida
  • 35 g vino bianco
  • 10 g lievito di birra
  • 200 g strutto
  • 150 g mandorle tritate tostate
  • 15 g sale
  • 5 g pepe
  • q.b. Mandorle non tostate per la superficie

Istruzioni
 

  • Sciogliamo il sale in poca acqua (presa dal totale). In una ciotola mettiamo l’acqua ed il vino, metà strutto sempre a temperatura ambiente, il pepe, il lievito. Mescoliamo un poco.
    Taralli sugna e pepe: un cibo “da strada” buonissimo che nasce intorno al 1700, dagli avanzi dell’impasto di pane. Ecco la ricetta napoletana.
  • Aggiungiamo tutta la farina e mescoliamo di nuovo.
  • Aggiungiamo l’acqua con il sale, incorporiamo, poi lo strutto insieme alle mandorle tritate e leggermente tostate.
    L’impasto non deve essere troppo lavorato.
  • Mettiamolo a riposare in ciotola coperto con pellicola per 30 minuti in frigo.
  • Dopodiché tagliamo dei pezzi da 70 g ca.
    Allunghiamo in un bastoncino che taglieremo in due parti uguali. Intrecciamo.
    Taralli sugna e pepe: un cibo “da strada” buonissimo che nasce intorno al 1700, dagli avanzi dell’impasto di pane. Ecco la ricetta napoletana.
  • Mettiamoli in una teglia rivestita di carta forno. Aspettiamo un paio d’ore e poi spennelliamoli con poca acqua.
    Decoriamoli con qualche mandorla intera e inforniamo a 180° possibilmente ventilato  per una cinquantina di minuti.
    Se si coloriscono troppo copriamo con carta d’alluminio.
    Taralli sugna e pepe: un cibo “da strada” buonissimo che nasce intorno al 1700, dagli avanzi dell’impasto di pane. Ecco la ricetta napoletana.
  • Una volta raffreddati, ripassiamo in forno ad 80° per ca. un’ora e mezza.
    Taralli sugna e pepe: un cibo “da strada” buonissimo che nasce intorno al 1700, dagli avanzi dell’impasto di pane. Ecco la ricetta napoletana.

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Curiosità e consigli sulla ricetta

Per gustare i Veri Taralli Sugna e Pepe, lo strutto è insostituibile. La ricetta è molto semplice, il procedimento è molto simile a quello di una pasta frolla, con la differenza che c’è il lievito, anche se i taralli non dovranno lievitare molto.

Perfetti per un aperitivo, un antipasto, per accompagnare pietanze di ogni genere, da sgranocchiare come snack durante tutte le ore della giornata…  e perchè no, anche per sostituire un pranzo… sono sostanziosi e bastano 2 taralli e qualche fetta di prosciutto e il pranzo è fatto! Ideali anche da trasportare per un pic nic o brunch fuori porta… li potete conservare chiusi in buste di plastica anche per oltre 15 giorni.

Conclusioni

Penso, al di là delle perplessità che un cibo simile suscita a causa della nutrita presenza di sugna, oggi sostituita dallo strutto, che, almeno una volta, questi taralli bisogna assaggiarli. Sono un pezzo di storia, un simbolo della stupenda città di Napoli.

Tempo fa, qualche signora mi aveva chiesto la ricetta ma in passato li avevo fatti utilizzando l’esubero di lievito madre. Ora cercavo una ricetta collaudata, facile e alla portata di tutti.

Dopo vari ripensamenti, all’improvviso mi sono ricordata del mio amico conosciuto via Facebook, Pasquale, che mi aveva dato la sua ricetta dei panini napoletani.

Chi, meglio di lui, avrebbe potuto aiutarmi? Napoletano, pizzaiolo, cuoco… come avevo fatto a non pensarci?

Così, com’ è nella sua natura generosa, ha condiviso subito la ricetta.

Mi ha detto che questi sono i taralli partenopei doc, che si mangiano sul lungomare di Mergellina.

Li proverete? Fatemelo sapere con un commento e taggatemi nelle vostre foto sui social. Vi aspetto!

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