Torta margherita di “nonno Peppo”.

(fornaio per qualche tempo e papà di Monsignore, mio cognato).

Ingredienti (per uno stampo a ciambella da 28 cm. di diametro):

  • 250 g. di burro
  • 500 g. di zucchero semolato sottile
  • 6 uova a temperatura ambiente
  • 200 g. di latte intero tiepido
  • 500 g. di farina 00
  • 2 bustine di lievito vanigliato
  • un pizzico di sale
  • buccia di limone grattugiata (almeno due) o aromi a piacere (vaniglia, mezzo bicchierino di un liquore aromatico), zucchero a velo per la superficie

In una ciotola a misura, utilizzando un frullino riducete in crema il burro tenuto a temperatura ambiente per un’oretta. Aggiungete gradatamente lo zucchero e lavorate a velocità alta. Dopo una decina di minuti, unite un tuorlo, e continuate a lavorare per altri 10/15 minuti, terminando gradualmente con gli altri tuorli (uno alla volta). Dovremo ottenere una crema soffice e spumosa. E’ importante lavorare in contenitori piccoli: le fruste devono essere completamente immerse negli ingredienti da montare. Io faccio questa operazione usando prima il frullino. Successivamente trasferisco il composto nella planetaria. Ogni tanto, con la spatola pulite le pareti della ciotola e rimestate, da sotto a sopra. Sempre gradatamente, aggiungete i 200 g. di latte tiepido. La crema dovrà essere montata. A questo punto, unite la farina setacciata insieme alle due bustine di lievito. Sarebbe opportuno lavorare a mano, unendo la farina con il setaccino. Se proprio vi secca, aggiungete a cucchiaiate la farina, facendola scendere lungo i bordi laterali della ciotola, lavorando alla velocità più bassa del frullino oppure della planetaria. Bisogna cercare di smontare il composto il meno possibile. Unite l’aroma scelto. Terminate aggiungendo gli albumi montati a neve fermissima con un pizzico di sale, amalgamando a mano con delicatezza. Versate in uno stampo imburrato ed infarinato ed infornate a 180° ventilato per una cinquantina di minuti (prova stecchino asciutto), alla penultima tacca del forno. Se si colorisce troppo (dopo ca. 20 min.), coprite con un foglio di carta argentata. Sfornate e fate raffreddare su una gratella. Una volta fredda, spolverate con lo zucchero a velo e servite.

Ps. La cottura dipende dal proprio forno. “Nonno Peppo” utilizzava una teglia rettangolare. Io preferisco lo stampo a ciambella poiché se gli ingredienti, soprattutto lievito ed albumi, non sono ben distribuiti, si potrebbero creare avvallamenti o crateri! E’ una torta morbida, che si conserva anche per una settimana avvolta nella pellicola o nel sacchetto del congelatore.

Mi raccontava che il segreto sta nella pazienza. Montare con cura burro e zucchero, a lungo, fino a renderli spumosi. Impiegava circa un’ora per l’impasto. Era la torta preferita delle nipotine che avevamo in comune (lui il nonno, io la zia). Non mancava mai nel pranzo della domenica.

Grazie a “nonno Peppo”, ho avuto la prima torta di compleanno della mia vita. Avevo diciotto anni.

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Dolci