Pizza in teglia con 100% biga: il segreto per un impasto alveolato e leggero – Videoricetta

La pizza in teglia fatta in casa può davvero raggiungere un risultato professionale quando si cambia prospettiva sull’impasto. Con la pizza in teglia 100% biga non parliamo di una semplice ricetta, ma di un metodo: tutta la farina viene trasformata in prefermento, permettendo di ottenere una pizza alta, soffice, incredibilmente alveolata e soprattutto leggera da digerire.

È il tipo di pizza che profuma di panificio, con una struttura ariosa e una crosta croccante, ma spiegata con un approccio semplice e replicabile anche nel forno di casa.

Cos’è l’impasto 100% biga e perché cambia la tua pizza

Quando si parla di impasto con biga, spesso si pensa a una piccola parte di prefermento aggiunta all’impasto finale. Nel metodo 100% biga, invece, tutta la farina viene utilizzata per creare la biga iniziale.

Questo significa tempi più lunghi, ma anche un risultato completamente diverso: fermentazione più controllata, profumi più complessi e una struttura dell’impasto capace di trattenere aria e umidità. Il risultato è una pizza in teglia alveolata, leggera e con una scioglievolezza che difficilmente si ottiene con un impasto diretto.

La lunga maturazione aiuta inoltre a rendere l’impasto più digeribile, perché le proteine e gli amidi vengono parzialmente scomposti durante il riposo.

Come preparare la pizza in teglia 100% biga: ricetta facile

Vuoi una pizza in teglia alta, leggera e digeribile? Scopri la mia ricetta con 100% biga. Guida passo passo con tempi di lievitazione e segreti per la cottura.

Pizza in teglia 100% biga

Portata Aperitivo, Portata principale
Cucina Italiana
Porzioni 6 persone

Equipment

  • 1 teglia da forno 40×40 cm

Ingredienti
  

Fase 1

  • 500 g farina forte (0 o 00) a 13g di proteine
  • 225 g acqua fresca
  • 5 g lievito di birra fresco o 2 g di secco

Fase 2

  • 175 g acqua fresca
  • 5 g malto in polvere o sciroppo oppure 1 cucchiaino di miele
  • 12 g sale
  • 25 g olio evo

Per condire

  • 250 g salsa di pomodoro
  • 300 g fior di latte asciutto
  • q.b. olio evo
  • q.b. sale
  • q.b. aglio
  • q.b. origano
  • q.b. basilico

Istruzioni
 

  • Setacciamo la farina in una ciotola.
  • Sciogliamo il lievito nell’acqua a temperatura ambiente o fresca di rubinetto e versiamo sulla farina.
  • Mescoliamo grossolanamente a mano o in planetaria a bassa velocità, formando delle grosse briciole.
  • Facciamo in modo che non resti farina sciolta sul fondo della ciotola.
  • Trasferiamo tutto in un contenitore alto e stretto e copriamo con un canovaccio bagnato estrizzato.
  • Mettiamo ad una temperatura di 18°/20° circa per un tempo dalle 18 alle 24 ore.
    Esempio: prepariamo la biga il pomeriggio o la sera prima e il giorno successivo procediamo all’impasto vero e proprio nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio.
  • Durante la stagione calda, terremo la biga un paio d’ore a temperatura ambiente, poi in frigo fino al giorno dopo.
  • Quando la biga è pronta mettiamola nella ciotola della planetaria (trovate qui il video per l’impasto con lo sbattitore), aggiungiamo il malto o il miele insiemea 70 g di acqua.
  • Impastiamo con il gancio.
  • Quando l’impasto avrà assorbito l’acqua e sarà diventato liscio, versiamo a poco a poco gli altri 70 g di acqua intervallati dal sale.
  • Una volta che sarà liscio e lucido aggiungiamo l’olio evo, in due volte.
  • Prendiamo l’impasto con le unte e appoggiamolo sul piano di lavoro anch’esso leggermente unto.
  • Facciamo riposare scoperto per 10 minuti.
  • Poi facciamo delle pieghe a fazzoletto, prendendo l’impasto ai lati e ripiegandolo su se stesso.
  • Aspettiamo altri 10 minuti e ripetiamo l’operazione.
  • Oliamo un contenitore e sistemiamo l’impasto, mettendolo a lievitare sino a poco più del raddoppio in forno con lucetta accesa (circa 2 ore o più) oppure a temperatura ambiente (3-4 ore).
  • Una volta pronto, preriscaldiamo il forno a 250°.
  • Nelfrattempo rovesciamo l’impasto sul piano di lavoro abbondantemente cosparso di semola rimacinata o farina di riso.
  • Spolveriam ola superficie dell’impasto con altra semola e sgonfiamo leggermente con i polpastrelli partendo dalle estremità, dall’alto verso il basso e arrivando al centro.
  • Allarghiamo leggermente con le mani sotto l’impasto e adagiamolo nella teglia del forno o in una teglia rettangolare.
  • Allarghiamo ancora, facciamo riposare 20/30 minuti, condiamocon pochissimo pomodoro (io ho cotto la passata senza olio e poi aggiunto acrudo sale, olio evo, aglio ed origano).
  • Inforniamo alla base del forno già riscaldato alla massima potenza per 7/8 minuti (io preferisco sempre la cottura ventilata ma va bene anche statica).
  • Dopo questo tempo mettiamo il restante pomodoro e passiamo la teglia del forno a metà altezza.
  • Facciamo cuocere sino a che i bordi diventino dorati (altri 5 minuti ca.) poi mettiamo il fiordilatte a pezzi e terminiamo la cottura per due tre minuti.

Note

Le pizze, soprattutto quelle molto idratate, vorrebbero teglie di ferro e forni che arrivino ad almeno una temperatura di 300° e oltre, per sviluppare subito. Per averla più alveolata dovremo diminuire la quantità di pomodoro, soprattutto nella parte contrale. A me piace bella umida, perciò sulle bolle centrali posso soprassedere.
 
È possibile farla a focaccia e allora sarà ancora più alveolata!
 
Com’è fatta la pizza in teglia di sola biga
Questa pizza è un impasto di sola biga, che è un prefermento di acqua, farina e lievito che si usa in panificazione.
 
Occorrerà una farina superiore ai 300 w (13/14 g ca. di proteine) e può essere sia 0 che 00 o qualcuna più particolare. Consiglio le farine: marca Caputo tipo Nuvola – Pizzeria – Aria- Alba oppure marca Molino Rossetto 330 o 400, oppure Vigevano Pizza oppure le farine di qualunque marca per i grandi lievitati tipo la Panettone della Petra o la Panettone Molino Della Giovanna, e se proprio non abbiamo la possibilità proviamo con 400 g di manitoba di qualunque marca tagliata con 100 g di farina 0 di qualunque marca.
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La scelta della farina: il segreto è nelle proteine

Per una ricetta pizza biga professionale la farina è fondamentale. Servono farine forti, con una forza superiore ai 300W, capaci di sostenere una fermentazione lunga senza cedere struttura.

Le farine tipo Caputo, Molino Rossetto o Petra sono ottime scelte perché garantiscono un buon equilibrio tra elasticità e resistenza. Ma cosa significa davvero farina forte?

In parole semplici, indica una maggiore presenza di proteine, che durante l’impasto formano una maglia glutinica resistente. Questa rete è ciò che permette all’impasto di trattenere i gas della lievitazione e creare quell’alveolatura ampia e regolare tipica della pizza in teglia alta e soffice.

Come preparare la biga perfetta (step-by-step)

La biga non deve mai diventare un impasto liscio. Il suo aspetto corretto è quello di grosse briciole irregolari, appena idratate.

Si uniscono farina, acqua e una piccolissima quantità di lievito mescolando brevemente, senza impastare. L’obiettivo non è sviluppare glutine, ma avviare una fermentazione lenta.

La temperatura è determinante: la biga deve maturare tra i 18° e i 20°C per circa 18–24 ore. Se la temperatura di casa è più alta, soprattutto in estate, è consigliabile lasciarla partire un’ora a temperatura ambiente e poi trasferirla in frigorifero.

Una biga pronta presenta un profumo lattico, leggermente yogurtato, mai acido. Al tatto è soffice e piena d’aria, segno che la fermentazione ha lavorato correttamente.

L’impasto finale: inserimento dell’acqua e incordatura

Una volta pronta la biga, si passa all’impasto finale. Qui entra in gioco la tecnica.

In planetaria, utilizzando il gancio, la biga viene spezzettata e si inserisce gradualmente l’acqua, poco alla volta, per permettere alla maglia glutinica di formarsi senza perdere struttura. L’inserimento lento dei liquidi è ciò che consente di ottenere un impasto elastico e ben incordato.

Un piccolo segreto professionale è l’aggiunta di malto o, in alternativa, di un cucchiaino di miele: serve a nutrire i lieviti durante la lunga fermentazione e favorisce una doratura uniforme in cottura.

Se non hai la planetaria, guarda il mio tutorial su come impastare con il frullino: è un metodo diverso, ma altrettanto efficace se eseguito con pazienza.

Stesura e cottura: come non rovinare l’alveolatura

Dopo la lievitazione finale, l’impasto va trasferito in teglia con delicatezza. Niente mattarello: si stende usando solo i polpastrelli, spingendo l’aria verso l’esterno senza schiacciare le bolle formate durante la fermentazione.

La semola rimacinata aiuta a lavorare l’impasto senza strapparlo e contribuisce alla croccantezza della base.

Per una pizza in teglia perfetta consiglio la doppia cottura: prima una fase con solo pomodoro, così la base si stabilizza e cresce in altezza; poi, a metà cottura, si aggiungono mozzarella e condimenti. In questo modo il peso degli ingredienti non compromette l’alveolatura.

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Pizza o focaccia?

Lo stesso impasto può trasformarsi facilmente in una focaccia ancora più soffice e alveolata. Basta aumentare leggermente l’idratazione e condire con olio extravergine, sale grosso e rosmarino prima della cottura.

Oltre alla classica margherita, questo impasto si presta benissimo a versioni bianche con verdure grigliate, stracciatella e pomodorini, oppure a farciture più semplici che valorizzano la leggerezza dell’impasto stesso.

Domande Frequenti (FAQ)

Quanto deve lievitare la biga per la pizza in teglia?

La biga ideale matura tra le 18 e le 24 ore a una temperatura controllata di circa 18°C. In estate è fondamentale il passaggio in frigorifero per evitare una fermentazione eccessiva.

Perché la mia pizza in teglia rimane gommosa?

Spesso dipende da una farina troppo debole o da una cottura a temperatura troppo bassa. La biga aiuta a rompere le catene proteiche rendendo il morso friabile e mai gommoso.

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Posso fare la pizza 100% biga senza planetaria?

Sì, è possibile procedere a mano o con uno sbattitore elettrico (frullino), ma richiede più attenzione nell’inserimento graduale dei liquidi per mantenere l’impasto elastico.

A cosa serve il malto nell’impasto della pizza?

Il malto fornisce zuccheri semplici che aiutano la fermentazione lunga e garantiscono una doratura uniforme della crosta nel forno domestico.

Se provi questa pizza in teglia con 100% biga, scatta una foto alla tua alveolatura e taggami su Instagram: adoro vedere i vostri risultati e le vostre versioni fatte in casa.

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Sono Antonietta Polcaro: cuoca, autrice ma soprattutto appassionata di cucina! Da anni condivido la mia storia e le mie ricette con tutti voi.

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