Parole, parole, parole

Parole, parole, parole

La mattina successiva mi alzai con una decisione.

Avrei parlato ad Alberto.

Mi sentivo pronta.

Quando arrivรฒ, lo vidi tranquillo.

โ€œAlberto, buongiorno, io miโ€ฆโ€

โ€œBuongiorno Angela, scusa, prima di andare via devo parlarti..โ€

โ€œVolevo dirti la stessa cosaโ€ฆ.โ€

โ€œBene allora โ€ฆverso la fine della mattinata. Il picco per i vaccini antinfluenzali sembra passatoโ€ฆโ€

Tornai al mio posto, con il cuore che batteva forte. Quelle ore furono la goccia che cade sulla testa del condannato sempre nello stesso punto. Uno stillicidio. Per lโ€™ansia mi sudavano le mani. Non mi era mai accaduto.

Lo studio si svuotรฒ e, finalmente, ci sedemmo di fronte, alla sua scrivania.

Anche lui era a disagio.

โ€œAngela, non รจ facile per me parlare di sentimenti. Non sono abituato e non avrei mai voluto parlartene in questo modo.โ€ Fece una pausa, sentivo la bocca asciutta. Lo guardavo fisso, avevo paura, ero cosciente che le sue parole mi avrebbero ferita.

โ€œPoco dopo il tuo arrivo qui, ho frequentato piรน spesso la casa di Adelia. Immagino saprai giร  tutto. Ero amico di Enrico giร  prima che si sposasse. Ho assistito al loro matrimonio, ci vedevamo spesso.  Alti e bassi, come per tutti, tre figli, tanti impegni. Improvvisamente la separazione. Non mi schiero dalla parte di nessuno. Volevo bene ad entrambi. Dopo un primo periodo di euforia, Adelia cade in depressione. Non riusciva a realizzare il cambiamento che aveva immaginato, inoltre la presenza dei figli in casa faceva sรฌ che si sentisse controllata e giudicata. Ha avuto bisogno di farmaci, lโ€™ho aiutata, le sono stato vicino. A questo punto, Adelia permette ad Enrico, dapprima allontanato in malo modo, di riavvicinarsi. Lo conosci no?, รจ un uomo di cui difficilmente ci si puรฒ liberare, un uomo che impone la sua presenza facendola diventare una necessitร . Un uomo ingombrante, ma per certi versi unico, intelligente oltremisura, animalesco. Riesce sempre a trasformare le cose in un vantaggio. Dico ad Adelia che questo non le fa certamente bene. Eโ€™ separata, ma di fatto รจ di nuovo dipendente da lui. Ne accenno con Enrico, gli dico che se ci tiene alla famiglia deve decidere, non รจ un bene per nessuno la sua costante presenza lรฌ. Anche i figli ne risentono e non capiscono il suo comportamento. Li destabilizza. Inoltre Adelia non รจ che stia bene, per cui ce lโ€™hanno con lui. Mi risponde di tenermi fuori, mi vuole bene ma quella รจ una decisione sua. Ad un certo punto arrivi tu. Enrico perde la testa come mai gli รจ successo. Allenta il controllo su Adelia. Lei รจ molto fragile, capisce come รจ successo sempre, che lui ha conosciuto una nuova fiamma. Dopo un periodo in cui si era leggermente trascurato nel vestire, riprende a mettersi in tiro, a curarsi in maniera maniacale. In fondo, nonostante tutto, Adelia lo ama. Tu inizi a lavorare qui. Mi infilo nei vuoti lasciati da Enrico, chiedo ad Adelia di vederci senza dirlo a lui, le trovo una brava terapeuta. Piano piano inizia a compiere i primi passi, si guarda intorno, ritrova lo spirito che lโ€™aveva portata alla separazione. Ed io mi innamoro di lei. La vedo come unโ€™adolescente, che piano piano si affaccia sul mondo, incerta, timorosa ma con la voglia di scoprire che cosa le riserva il futuro. Ho avuto paura di questo sentimento, dopo la morte di mia moglie mi sono isolato, negandomi ogni possibilitร . Mi vedi, sono un uomo comune, pure un poco tracagnotto, mi piace starmene da solo. Adelia รจ stata la primula sulla vita piuttosto mediocre che ho vissuto finora. Anche lei, non so se รจ stata la riconoscenza, ha manifestato nei miei confronti un sentimento diverso. Mi teneva la mano e mi raccontava i suoi progressi. Vedevo la luce nei suoi occhi. Un giorno ci siamo baciati ed รจ stato come rinascere. Angela, mi viene da piangere, scusami, mi commuovo, alla mia etร … Timidamente abbiamo iniziato ad amarci, lei ha smesso anche con i farmaci. Un giorno Enrico ci ha scoperti abbracciati, ha urlato che lโ€™avevamo tradito, perchรฉ aveva dovuto saperlo cosรฌ? Fece una scenata terribile. Era semplicemente una scusa. Non avrebbe mai accettato che la moglie potesse rifarsi una vita con uno dei suoi amici ma, forse, neanche con un altro. Iniziammo a litigare. Mi ripeteva continuamente che ero stato sleale. La telefonata che hai sentito lโ€™altra mattina era per questo motivo. Io sono intenzionato a continuare il rapporto con Adelia. Non so che dirti, sono sicuro che Enrico ti ama. Ho voluto parlartene perchรฉ non mi sembrava giusto nei confronti di nessuno. Perdonami per il male che ti sto facendo. Ci sono altri dettagli in cui non entro, perchรฉ non spetta a me.โ€

Ero annichilita. La realtร  mi sembrava peggiore dellโ€™immaginazione. Chi era Enrico? In quali mani ero finita?

Rassicurai Alberto e lo ringraziai per aver parlato. Gli confessai di aver udito la telefonata ed aggiunsi che quel pomeriggio non sarei andata. Avevo intenzione di parlare ad Enrico. Perciรฒ si aspettasse delle ritorsioni. Mi rispose che avrebbe evitato in tutti i modi di sentirlo o vederlo.

Quando Enrico venne a prendermi, si accorse subito che era successo qualcosa. Non lo salutai neanche, gli dissi che verso le due, sarebbe dovuto venire a casa. Dovevo parlargli, appena fosse uscita Emanuela.

Restรฒ in silenzio, il tragitto fu interminabile e carico di tensione. Quando scesi, lo salutai con un laconico ciao.

Manuela arrivรฒ da scuola. Mi trovรฒ che stavo impastando i grissini. Avevo bisogno di certezze, di fare qualcosa con le mani, di pensare che avessi tutto sotto controllo.

La tranquillizzai, perรฒ non avevo fame.

Le due.

Andai ad aprire. Mi sentivo tremare dentro.

Con tono impersonale, gli dissi di sedersi su uno sgabello in cucina. Avremmo parlato mentre io facevo i grissini.

Era a disagio, impacciato. Non era abituato a prendere ordini.

Esordii, controllando la voce: โ€œAlberto mi ha detto tuttoโ€ e lo guardai fisso negli occhi, in attesa.

Non rispose. Pensava, forse, che io volessi continuare. Invece no, non gli avrei fornito appigli.

Dopo un poโ€™ iniziรฒ: โ€œAngelaโ€ฆ ti chiedo scusa. โ€ฆ.. ho sbagliato. Perdonami.โ€

Cercรฒ di accarezzarmi la mano che in quel momento tagliava una fettina di impasto.

Sentivo una grande rabbia montarmi dentro, avrei voluto aggredirlo, scagliarmi contro di lui, provocargli dolore.

Restai muta, fingendo indifferenza e fissando il filo di pasta che docile si stendeva da un capo allโ€™altro delle dita.  Non dovevo aiutarlo.

โ€œPerchรฉ non mi guardi e non dici niente?โ€

โ€œSuggeriscimi cosa dovrei risponderti, tu che sei cosรฌ bravo..โ€ mi uscรฌ in un sibilo.

โ€œAngela scusa,โ€ฆperdonami, io ti amo..โ€

โ€œNo Enrico, non devi iniziare dalla fine. Voglio sentire dalla tua voce ciรฒ che รจ successo.โ€

Lo vidi stupirsi, la sua faccia assunse unโ€™espressione interrogativa. Non si aspettava tanta fermezzanelle mie parole.

Reagรฌ con impeto.

โ€œChe cosa vuoi che ti dica! Non lโ€™ho fatto apposta! Non avresti lasciato il lavoro al supermercato se quello da Alberto non fosse stato migliore economicamente! Dโ€™altronde non ho fatto niente di male, ti ho solo taciuto una cosa! Ho versato tutti i mesi ad Alberto una parte del tuo stipendio, questo รจ tutto. Ti sembra cosรฌ grave?โ€

Il filo di pasta che avevo tra le mani si spezzรฒ.

โ€œChe cosa stai dicendo?โ€ urlai, sgranando gli occhi e avvicinandomi a lui.

Mi guardรฒ incerto.

โ€œScusa โ€ฆ hai detto che sapevi tuttoโ€ฆ.โ€

โ€œTutto cheโ€ฆ.? Sei una persona orribile, un mostro, un falso, un uomo odioso e cattivo, pieno di sรฉ โ€ฆti odioโ€ฆ. esci da questa casa subitoโ€ฆ non voglio vederti mai piรนโ€ฆโ€ non riuscivo a fermarmi, ero fuori di me. Era ancora piรน grave di quanto avessi immaginato.

Mi guardava esterrefatto. Non capiva.

Esplosi.

โ€œNon ti sembrava abbastanza aver scoperto che vuoi obbligare Alberto a lasciare Adelia perchรฉ tu non vuoi che stiano insieme? Che devi continuare ad avere questo rapporto ambiguo con la tua ex moglie che mi hai accuratamente tenuto nascosto? Hai una visione completamente distorta della realtร ! Tutte le tue teorie sullโ€™amore, sui problemi che devono essere tenuti fuori โ€ฆ sei un bluffโ€ฆ ecco cosa seiโ€ฆ un ridicolo bluff, patetico, meschinoโ€ฆ. ti odioโ€ฆ non voglio vederti mai piรน โ€ฆvai viaโ€

Feci una pausa. Mi versai un bicchiere dโ€™acqua e bevvi. Abbassai la temperatura del forno, invertii le teglie allโ€™interno.

Lo guardai come si osserva un insetto riprovevole al pensiero di sentirselo addosso. Ebbi un moto di disgusto.

Disse: โ€œAngela, ti prego, calmatiโ€ฆOra ti racconto tutto.โ€

โ€œEโ€™ inutile. Qualunque cosa mi dicessi in questo momento non ti crederei. Non hai giustificazioni. Vai via, per favore. Lasciami sola.โ€ Stavo per cedere e mettermi a piangere.

Fece un respiro profondo, riacquistando la sicurezza di sรฉ: โ€œCapisco che sei arrabbiata e delusa, perciรฒ per ora rispetto la tua decisione Angela.  Perรฒ ti amo e non voglio perderti. Ne riparleremo.โ€

Mi riscossi dai miei pensieri. Ero rimasta appoggiata allo stipite del balcone in canottiera. Si era fatto buio. Avevo ripercorso la mia storia con Enrico, lรฌ davanti ai vetri. Avevo ancora le sue ultime parole nelle orecchie: โ€œti amo e non voglio perderti, ne riparleremo.โ€

Dovevo accendere la luce. Avevo freddo. Era successo di nuovo. Ad un certo punto dei miei amori, mi rendevo conto di non valere quanto mi aspettavo e distruggevo.

Con Enrico era stato peggio. Non capivo cosa ero stata per lui. Di certo, io lo avevo amato.

Misi il pigiama a cuoricini e andai a sedermi sul divano. Accesi la tv. La voce di Michael Bublรจ cantava Let it snow, let it snow, let it snow.

Quasi Natale, non me nโ€™ero accorta.

(Fine)

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Sono Antonietta Polcaro: cuoca, autrice ma soprattutto appassionata di cucina! Da anni condivido la mia storia e le mie ricette con tutti voi.

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