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Natale e le casette di cioccolato.

casette di cioccolato
Antonietta Polcaro
Scritto da Antonietta Polcaro

Quando in casa ci sono i bambini, l’atmosfera natalizia è davvero magica. Con Eugenia e Alessia piccole, esplose la passione per le casette di cioccolato.

Avevo, come prototipo, una bellissima casetta delle fiabe: staccionata di cioccolata bianca, tetto rosso, comignolo, animali da cortile.

Ritagliavo i vari pezzi della casa sul cartoncino Bristol.

Scioglievo il cioccolato e poi lo stendevo con la spatola su fogli di carta forno. Lasciavo asciugare un poco e quando, toccando la superficie, il dito non si appiccicava più, vi appoggiavo le sagome e con un coltello a punta affilata, disegnavo i contorni. Questa operazione era bellissima, poiché il cioccolato era ancora tenero e malleabile. Poi, lasciavo asciugare per qualche giorno prima di procedere al montaggio.

L’odore del cioccolato fuso invadeva la casa.

Quando era il momento di montare le casette di cioccolato, Eugenia e Alessia prendevano le sedioline di plastica bianca e si mettevano in piedi ad osservare e toccare tutto con le loro manine curiose. La cosa più difficile da appiccicare era il tetto. Era pesante e tendeva a staccarsi al centro, per cui dovevamo mantenere le estremità fintanto che il cioccolato fuso usato per collante si asciugasse. Qualche volta abbiamo usato il phon. Perché neanche potevi stringere tra le mani, in quanto il calore prodotto tendeva comunque a sciogliere il pezzo che stavi mantenendo. Insomma, ci divertivamo.

Il vero trionfo era la decorazione del tetto: marshmallow, pastigliette di cioccolato colorato, girelle di liquirizia. Una tavoletta di cioccolato oppure un kit kat per portone, marzapane per modellare le tende alle finestre, fiorellini di zucchero sulle pareti, biscotti togo per la staccionata, big babol avvolte da un nastrino dorato per simulare i pacchi dono, e su tutto una colata di ghiaccia di zucchero per la neve.

Mi mancano quei Natali fatti di bambini che fanno i capricci oppure che nei giorni di festa cadono sempre malati. Ma basta un sorriso sdentato o una manina che ti sfiora per farti sentire il genitore più fortunato e ricco del mondo.

Mi manca il calendario dell’avvento, il Topolino a fumetti e i suoi speciali di Natale, il presepe fatto con il muschio vero!

Intanto, mi tengo in allenamento! Diventerò nonna, prima o poi!