Economia in pillole

L’indebitamento rapportato al PIL. Economia in Pillole

Carmine Cioppa
Scritto da Carmine Cioppa

Come si comporta una brava massaia quando va a fare la spesa?

Cerca di non andare oltre la cifra di cui dispone, in quel momento. Lo stesso fa una famiglia assennata.

Ma se quella famiglia decide di comprare una casa e non dispone di tutta la cifra, va in banca a chiedere un mutuo e si fa i conti di quanto può mettere da parte, cioè risparmiare – ogni mese e per quanti anni –  per poter pagare quel mutuo.

E deve convincere anche la banca che quel programma è realizzabile economicamente (“quanto” posso risparmiare dai miei guadagni) e finanziariamente (“quando” posso spenderlo).

Veniamo all’Italia ed ai nostri giorni.

Il Governo ha cercato di negoziare con la Commissione Europea qualche punto di indebitamento in più rispetto al PIL, trovando una base di intesa all’1,9%, da sottoporre a successive verifiche.

La Commissione infatti – come la banca nell’esempio della famiglia – non ha ritenuto del tutto attendibili le aspettative di “risparmio” prospettate, anche perché, a fine 2018, l’indebitamento dovrebbe raggiungere il 133,5% del Pil (quando scrivo questo appunto, il dato non è definitivo).

Come dire che la massaia ha speso un terzo in più di quello di cui dispone, sperando di recuperarlo in futuro. Un “recupero” che comporterà sacrifici e rinunce.

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