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La brioche “senza pretese”. Videoricetta

Una ricetta semplice e veloce: dal sapore un po’ vecchiotto, lavorata a mano in dieci minuti, adatta sia a farciture dolci che salate. Ingredienti e consigli.

La brioche “senza pretese”. Ingredienti

Ingredienti per due teglie di piccole brioche o cornetti.

  • 500 g di farina totale (io ho usato 200 00 e 300 tipo 1, in alternativa metà 00 e metà manitoba, oppure anche tutta tipo 1)
  • 3 uova (ca. 150 g sgusciate)
  • 120 burro di ottima qualità
  • 40/50 g zucchero
  • 8 g. sale
  • Lievitino:
  • 150 g presi dai 500 totali
  • 80 g di acqua tiepida
  • 15 g di ldb

Non ho messo aromi per poterla utilizzare sia con ripieni dolci che salati. Volendo farla solo dolce potrete utilizzare buccia di limone, vaniglia, cannella ed aumentare lo zucchero di una ventina di grammi. Se invece la volete salata, diminuite lo zucchero a dieci, venti grammi e portate il sale a 10.

Sono stata molto indecisa prima di darvi una ricetta di pasta lievitata. Oggi, il web è pieno di sollecitazioni per impasti particolari, alcuni ad alta idratazione, con farine specifiche che per essere digerite hanno bisogno, una volta impastate, di maturare in frigo per tante ore, pena, per esempio, il rischio di arsura dopo aver mangiato il prodotto una volta cotto.

Allora, mi sono detta che per avvicinare le persone che hanno la bontà di seguirmi e leggermi al magico mondo dei lievitati dovevo tornare indietro nel tempo, ai miei esordi di giovane casalinga impacciata e piena di timori che sono stata (i dubbi restano ancora oggi!).

Sono tornata con il pensiero al grande banco all’americana della mia prima cucina, quasi trent’anni fa, dove mettevo sedute le bambine, una di fronte all’altra, ed io, in piedi nel mezzo, cercavo di impastare tra gambette impazienti e manine curiose.

Il mio primo approccio ai lievitati.

Ad un certo punto, dopo tanti tentativi e tanti impasti buttati, rinunciai a cimentarmi nei lievitati. Venivano dei sassi, duri ed immangiabili, come le pignarelle di mamma. Mi convinsi che mi occorresse una planetaria.

Ci lanciammo, io e loro, nei dolci per bambini, casette di cioccolato o di biscotti, castelli, personaggi Disney, Babbo Natale.

Dentro di me restava questo tarlo della rinuncia, soprattutto a Pasqua, quando era, appunto, tempo di “pigne”.

Mi occorsero vent’anni ed un cambiamento radicale affinché mi sentissi pronta a riavvicinarmi ai lievitati con spirito combattivo. Stavolta non avrei rinunciato.

La planetaria.

Comprai una planetaria, ma non è che averla ti dà diritto a buoni lievitati. Bisogna imparare ad usarla, capire come vanno inseriti gli ingredienti, spiegarsi termini come incordatura, farine di forza, proteine e maglia glutinica. Insomma, insieme a tante letture, ci vuole tanta pratica.

Pure allora, buttai qualche impasto. Ma sarà stata la “maggiore” età, fui più disciplinata e paziente. Ed in capo a qualche anno, feci i miei primi panettoni natalizi. Mi imbarcai così nell’avventura del lievito madre, che dopo alterne vicende, dura ancora oggi.

L’impasto mi parla.

I lievitati, vi assicuro, creano dipendenza. Quando avrete imparato a capire un impasto, vi salirà una sorta di febbre. Io sono convinta che l’impasto mi parli! E nella realizzazione di un pane o di un dolce, penso sempre che c’è un passaggio che avrei potuto fare meglio. Per non parlare del lievito, che spio come un bambino nella culla.

Perciò questa semplice ricetta un po’ vecchiotta, ma buona davvero. Un classico, un poco poco rimodernato, alla luce di ciò che nel tempo ho imparato. La pasta brioche si può fare in tanti modi.

Che questo sia solo l’inizio del nostro percorso insieme nel mondo dei lievitati! Non rinunciate al piacere di sentire sotto le vostre mani un impasto che si trasforma, che da appiccicoso diventa liscio, morbido e remissivo.

Al piacere di odorare le vostre mani che profumano di burro e di cose buone!