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In libreria “Dolci senza Rimpianti”.

Antonietta Polcaro
Scritto da Antonietta Polcaro

Non è vero che tutti i dolci fanno male. A patto che le ricette siano arricchite con nutrienti “buoni” ed impoverite di ingredienti che possono risultare dannosi per la salute.

In che modo? A spiegarlo è il professor Cesare Gridelli, oncologo dell’Azienda Ospedaliera “Moscati” di Avellino con la passione per la cucina che ha appena dato alle stampe, per Feltrinelli, il suo terzo lavoro editoriale su alimentazione e salute dal titolo “Dolci senza rimpianti”, dopo i precedenti “In cucina contro il cancro: 100 ricette per imparare a contrastarlo” e “La cucina salvavita”.

A chiudere la trilogia, un volume interamente dedicato al mondo dei dolci, volume realizzato con il contributo di Antonietta Polcaro, da sempre appassionata di cucina e con una passione smisurata per dolci e lievitati.

Dall’incontro casuale con l’oncologo ne è nata una collaborazione teorico-pratica: Antonietta Polcaro ha messo in pratica 80 ricette, utilizzando il metodo suggerito dal professor Gridelli, sostituendo agli ingredienti classici dei dolci comuni, quali burro, uova, latte vaccino intero, panna, zuccheri e farine raffinate, altri con caratteristiche meno “aggressive”, quali olio extravergine di oliva, zuccheri e farine integrali, frutta e spezie.

[blockquote text=”Un volume che propone preparazioni “alternative” e sane per tutte le principali basi di pasticceria: 80 ricette di dolci golosi, ricchi di sostanze nutritive che fanno bene alla salute.” text_color=”” width=”” line_height=”undefined” background_color=”” border_color=”” show_quote_icon=”no” quote_icon_color=””]

“I dolci hanno il problema di essere ipercalorici per l’elevato contenuto di zuccheri, generalmente raffinati, e grassi saturi (in particolare colesterolo) provenienti da latte, burro e uova – osserva il professor Cesare Gridelli -. Infatti nella classica piramide della dieta mediterranea, uno dei migliori modelli alimentari, i dolci così come le carni rosse e gli insaccati, sono all’apice e quindi dovrebbero essere consumati in modo occasionale. Partendo da questi presupposti avevo molti dubbi sullo scrivere da oncologo un libro sui dolci perchè di per sé può sembrare un controsenso. Ma poi ho pensato che comunque la gente mangia frequentemente i dolci. Allora a questo punto è meglio parlarne, informare e proporre anche ricette”.