Economia in pillole

Il Risparmio. Economia in Pillole

Carmine Cioppa
Scritto da Carmine Cioppa

Nella nostra rubrica “Economia in pillole”oggi analizziamo il risparmio,un bene primario per una nazione, con esempi e riferimenti costituzionali.

Siamo continuamente bombardati da notizie, spesso fuorvianti perché interessate a vendere comunque  “qualcosa”.
Difficile trasformarle in informazione semplice e corretta.
E’ l’obiettivo, molto ambizioso, di questa rubrica, pensata per la “gente comune”, con scarsa conoscenza della materia, non per tecnici ed esperti.
Andremo avanti anche in maniera disordinata, con brevi appunti che ci aiuteranno a conoscere, per poi decidere sul da farsi, ma con la consapevolezza, la più ampia possibile, dei rischi e dei vantaggi ai quali andiamo incontro.
Cominciamo dai fondamentali, o, meglio, dalle cose di cui sentiamo più spesso parlare.


Carmine Cioppa

Cosa si intende per Risparmio ?

E’ quella quota di reddito che non viene utilizzata per il consumo immediato, ma accantonata per quello futuro.

Esempio

Pensiamo ad una famiglia in cui le entrate superino quanto necessario per i  consumi immediati ed indifferibili (vitto, alloggio,  riscaldamento, abbigliamento, salute, tempo libero….) e che riesce a mettere da parte, in un ipotetico salvadanaio (‘o carusiello) ed in maniera sistematica, qualche euro da utilizzare non solo in caso di imprevisti, ma anche per acquistare beni che potranno essere pagati  non immediatamente, ma in un definito arco di tempo successivo : il televisore, il computer, l’auto, la casa e, perchè no, il viaggio.

Tutto questo comporta un trasferimento di ricchezza che mette in moto l’economia nei vari settori direttamente interessati ed in quelli collegati e crea altra ricchezza, dando la possibilità ad altre famiglie di programmare acquisti immediati e futuri.

Ma, semplificando al massimo, quel risparmio può essere anche “investito” in prodotti finanziari per integrare il reddito con gli interessi percepiti, o in prodotti assicurativi per tutelarsi da possibili e non augurabili eventi.

Poiché ogni forma di “investimento” comporta un trasferimento di danaro da un soggetto ad un altro, che, a sua volta, lo investe in altre attività, ci rendiamo conto che il risparmio rappresenta una pietra miliare nella – e per – l’economia di un Paese.

Il Risparmio nella Costituzione

A ribadirne l’importanza è la disciplina che trova nella nostra Carta Costituzione, all’art. 47 :

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà della abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese

Ha dell’incredibile pensare alla modernità di un testo scritto oltre settant’anni fa!

Ricordiamo anzitutto che i principi, a prima vista generici, che la Carta Costituzionale esprime, furono enunciati per essere tradotti in specifici e concreti provvedimenti legislativi, come di fatto verificatosi.

Spulciando tra gli atti preparatori, emerge la preoccupazione per il crollo spaventoso del valore della lira  e, quindi, l’esigenza di “tutelarla”, insieme a quella di “incoraggiare” il risparmio indirizzandolo, con una indicazione esemplificativa, verso l’acquisto della casa e l’agricoltura ed anche verso le “azioni”.

Prodotti, questi ultimi, a rischio più elevato, come vedremo più avanti, per cui si spiega la raccomandazione, contenuta nella norma, di orientare questi investimenti verso i “grandi complessi produttivi del Paese”.

Negli atti propedeutici c’è anche l’indicazione della possibile causa di investimenti azionari sbagliati e del necessario correttivo : “la scarsa competenza del singolo risparmiatore a valutare serenamente i rischi tecnici ed economici connessi all’investimento azionario e la limitata dimensione dei singoli risparmi personali o familiari che non consente di assorbire un pacchetto azionario costituito da impieghi opportunamente ripartiti fra i vari settori produttivi per trarne un dividendo medio sufficientemente remunerativo”.

In conclusione, il risparmio è un bene primario per l’economia di una Nazione. Lo è anche nell’economia di una famiglia.

Investirlo comporta in ogni caso dei rischi; tenerlo fermo lo espone alla erosione dell’inflazione, che ne riduce il potere di acquisto.

Cosa fare? Ne parleremo più avanti.