Ricette Secondi Piatti

Il cottage pie e la cena a casa De Feo/Marra.

Antonietta Polcaro
Scritto da Antonietta Polcaro
Una ricetta inglese preparata dall’amica Mary: così, un invito a cena diventa il modo affettuoso per scambiare idee in cucina! Ingredienti e preparazione di questo delizioso pasticcio!

Ingredienti per 6 persone

  • 500 g di carne macinata di vitello
  • 1 Kg di patate
  • 200 g di piselli in vasetto
  • 3/4 carote
  • mezza cipolla
  • 2 cucchiai di salsa “gravy” tipica della tradizione inglese
  • in alternativa dado granulare di carne
  • 200 g di acqua
  • olio evo

Mettiamo un paio di cucchiai d’olio in una padella e rosoliamo la carota tagliata a pezzetti piccoli e sottili per qualche minuto a fiamma bassa. Aggiungiamo la cipolla tagliata sottilmente. Continuiamo la cottura per qualche minuto. Aggiungiamo la carne macinata , poi i piselli. Saliamo poco. Facciamo cuocere per un quarto d’ora, venti minuti.

A parte lessiamo le patate in acqua fredda salata ed una volta cotte, sbucciamole e passiamole ancora calde con lo schiacciapatate.

Maria ha utilizzato il gravy inglese. Ha sciolto un paio di cucchiai in 200 g ca. di acqua calda. In alternativa, per assaggiare questo pasticcio in stile quasi originale facciamo così: versiamo un cucchiaio scarso di un amido (mais o fecola di patate) in un pentolino. Versiamoci sopra poca acqua e mescoliamo, in modo da evitare grumi. Poi aggiungiamo lentamente il resto dell’acqua. Mettiamo a scaldare ed aggiungiamo 1/2 cucchiai di dado granulare di carne. Cuociamo sino a che la salsina si sarà leggermente ispessita.

Mettiamone qualche cucchiaio nel composto di carne macinata e piselli. Versiamo il tutto in una piccola teglia rettangolare (non occorre oliare), componendo uno strato. Ricopriamo con le patate lesse schiacciate. In superficie distribuiamo la restante salsa. Passiamo in forno a 180/200° per una mezz’ora o più, sino a quando si sarà formata una crosticina.

Curiosità: il termine cottage pie fu introdotto verso la fine del fine del 1700, quando nel Regno Unito iniziò la coltivazione delle patate per i più poveri. Il cottage era una modesta abitazione per i contadini.

Successivamente il termine Cottage si riferì allo stesso piatto ma in versione per ricchi in quanto venivano utilizzate carni più pregiate. Per differenziarlo, la versione povera prese il nome di Shepherd’s  (carne ovina) pie (notizie dal web).

E’ possibile preparare questo piatto in versioni diverse: con carne di agnello, oppure aggiungendo nel macinato concentrato di pomodoro, vino bianco, vegetali diversi. Oggi ci sono cottage pie anche solo di verdure e con pesce al posto della carne.

Mary e Antonietta

Mary è nata in Inghilterra, a Cheshunt, vicino Londra. I suoi genitori erano emigrati intorno agli anni 60. Le piaceva molto abitare lì, viveva in una bella casa, frequentava tante amiche e si divertiva.

Aveva dieci anni, quando i suoi presero la decisione di far rientro in Italia e di stabilirsi nel luogo natio.

Lei ne soffrì molto, la vita in un piccolo paese di campagna era veramente diversa da quella condotta a Cheshunt. Tante rinunce, tanta solitudine.

La mattina, quando si svegliava e dalla finestra della sua stanza guardava la montagna di fronte, immaginava che oltre quel picco ci fosse la sua casa inglese e gli amici che aveva lasciato.

Ogni mattina immaginava di alzarsi prestissimo e camminare lungo la strada che l’avrebbe condotta oltre quella montagna.

Non ci ha mai provato, ma quando quella sera, a cena, mi ha raccontato l’episodio, guardandola mi sono accorta che ha conservato l’aria ingenua ed incredula di bambina, che oggi si prende cura dei suoi anziani genitori. Ama piante ed animali.

Maria tiene molto all’amicizia, quella vera e non a senso unico. Il suo motto è: nella vita cammina con chi ti vuole bene.

Si è sposata con Giovanni, detto “Nino”, anche lui tornato in Italia dall’Inghilterra con i suoi genitori quando aveva quattro anni. Storie simili.

Hanno adottato un meraviglioso bambino vietnamita,  Francesco, che riempie di gioia la loro vita. Loro dicono che è stato Francesco ad adottarli.

Sono una famiglia eco: ecologica, ecosostenibile, ecoambientale, ecoamorevole.

A  Mary la nostalgia per la sua vita inglese non è mai passata: ogni tanto cucina piatti inglesi, parla correntemente la lingua e ha conservato un perfetto accento british!  Nino, oltre ad essere professore di Ecologia Industriale presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Salerno, ha un progetto di educazione ambientale, Greenopoli (www.greenopoli.it) che porta in giro per le scuole di ogni ordine e grado, sia via web sia grazie ad incontri dal vivo a base di rap e narrazioni.

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