Economia in pillole

Come investire i risparmi . (Prima parte)

investire i risparmi
Carmine Cioppa
Scritto da Carmine Cioppa

Mettiamo da parte un po’ di risparmi, ma fermi, lì, sul nostro conto corrente, non rendono nulla.
Allora pensiamo a un investimento. Ma quanto siamo in grado di valutarne i rischi? La prudenza e qualche buon consiglio possono aiutarci a scegliere.

Come investire i risparmi… consigli pratici.

Quei pochi risparmi che Giuseppe ha sul c/c, qualcosa in meno di 40mla euro, derivano dall’accredito della liquidazione dopo il suo recente pensionamento. Sono passati circa 5 mesi ed è ancora indeciso su cosa fare, per l’incertezza politica – glielo dice il Direttore della Banca –  che coinvolge i mercati finanziari. La Banca è solida, ma, anche in caso di improbabili difficoltà, lo rassicura sempre il Direttore, non corre rischi perché c’è la copertura di un apposito fondo fino all’importo di 100mila euro. Di interessi, però, neanche a parlarne! E le spese della tenuta del conto rosicchiano costantemente quel piccolo gruzzolo. Cosa fare?

Risparmi sudati, cerchiamo di tutelarli vediamo come investire i risparmi frutto di tanti sacrifici.

Prima di tornare in banca chiariamoci le idee.

Cominciamo dalle  raccomandazioni :

  • Non mi stancherò mai di dire che dobbiamo capire bene le caratteristiche del prodotto che ci viene suggerito. Se non siamo convinti della spiegazione, ripetiamo la domanda e, se del caso, rivolgiamoci all’impiegato di una banca concorrente, che sarà ben felice di esporci tutte le negatività di quell’investimento (con lo scopo, abbastanza palese, di convincerci a sottoscrivere il prodotto della sua banca!).
  • Diffidiamo del “grande affare” fatto dall’amico; potrebbe disporre solo dell’informazione parziale fornitagli dalla sua Banca, oppure aver fatto quell’investimento in un periodo particolare diverso da quello attuale, o avere soltanto un’aspettativa di guadagno non ancora concretizzatasi.

Nessun investimento è senza rischio

  • Ad un maggior ricavo atteso, per gli interessi pattuiti, corrisponde un maggior rischio. E’ vero che “chi non risica non rosica”, ma è un principio assolutamente sconsigliabile per chi vuole tutelare i suoi risparmi.
  • Un esempio : se oggi, un mutuo a 10 anni, per acquisto della prima casa, ti costa poco più dell’1,50%, non possiamo ritenere “tranquillo” un investimento che ci assicura, per un uguale periodo, il 6-7%
  • Mettiamo a confronto prodotti con le stesse caratteristiche, anche in termini di durata, periodicità e regime fiscale di tassazione degli interessi (attualmente 12,50% per i titoli di Stato e 26% per le altre obbligazioni).

Il rating

  • Teniamo presente che la maggior parte dei titoli quotati ha un rating. Viene elaborato da Società specializzate e misura  il grado della capacità di rimborso, da parte dell’emittente, del debito alla scadenza. Ne abbiamo già parlato, ma ne ripeto l’essenziale : “Saltando le valutazioni intermedie, la valutazione AAA (detta tripla A) esprime un’affidabilità estremamente alta, mentre la valutazione D è il gradino più basso della scala ed indica una situazione di default (prevedibile fallimento) per mancato pagamento dei debiti alle scadenze”.
  • Facciamoci bene i conti su quanto sarà, almeno annualmente, il ricavo netto dell’investimento, sapendo che dobbiamo accendere un deposito gestito ed amministrato su cui far confluire i titoli sottoscritti. Ma di questo parleremo più diffusamente in seguito.

In conclusione

Il mio Amico Ernesto mi dirà che, a questo punto, quei risparmi è meglio mangiarseli. Ma dovremo fare i conti con il colesterolo e, per curarlo, attingere ai nostri risparmi.

Meglio allora proseguire sulla strada della conoscenza.  Alla prossima.