Economia in pillole

Come investire i risparmi. (Seconda parte)

Come investire i risparmi
Carmine Cioppa
Scritto da Carmine Cioppa

Ci siamo lasciati con l’indicazione di una serie di consigli da seguire per cercare di tutelare al meglio i nostri risparmi e con la necessità di “conoscere” le caratteristiche dei prodotti che ci vengono offerti. Proseguiamo e con questo articolo salutiamo quanti ci hanno seguito per dar loro appuntamento al prossimo autunno. Lasciamo all’estate più ameni argomenti.

Come investire i risparmi. (Seconda Parte)

  1. Come investire i risparmi… Non esiste investimento senza rischio, anche se il rischio è diverso a seconda del prodotto che scegliamo. Per capire meglio, esaminiamo le due principali macrocategorie di risparmio, alternative ai depositi bancari, tralasciando per ora i prodotti più sofisticati.

a) Come investire i risparmi… LE AZIONI

Sottoscrivendole, diventi “socio”, sei coinvolto in tutte le vicende dell’azienda. Il valore delle azioni può anche aumentare, se l’azienda produce, vende e guadagna al netto dei costi; ma devi sapere che l’azione non garantisce la restituzione del capitale investito né un rendimento minimo, né prevede una data di scadenza. Quell’azione comunque la potrai vendere, ma non sarai tu a determinarne il prezzo. Poiché potrai perdere l’intero investimento, dovrai stare attento alla “storia” della Società, al settore ed ai Paesi in cui opera, alla capacità degli Amministratori e dei Dirigenti che la gestiscono, ai bilanci di più anni, alle prospettive di crescita.

Il difficile mestiere dell’imprenditore

Non sempre risultati negativi dipendono da errori o scarse capacità dell’imprenditore, un mestiere sempre più difficile. Difronte ad un semaforo spento, pensavo l’altro giorno alla crisi irreversibile che le rotatorie  hanno causato ad imprese che 20/30 anni fa avevano investito nella produzione dei semafori!

Ci sono, poi, azioni che risentono di circostanze molto aleatorie, al di là della solidità dei bilanci. Il titolo della Juve, per fare un esempio, ha perduto il 27% in una sola serata dopo la eliminazione della squadra dalla Champion. E’ evidente che l’emozione o il tifo hanno avuto un peso determinante sia in fase di acquisto che di vendita del titolo.

La valutazione del rischio sul lungo periodo

Ma ci sono anche Società, solo per fare un esempio come l’Enel, o l’Eni, o le Generali che hanno superato anche momenti di crisi, che distribuiscono discreti dividendi e che vedono premiate la loro gestione dall’aumento del valore delle azioni.

Insomma, investendo in azioni, il rischio è abbastanza elevato, ma le statistiche dicono che, nel lungo periodo (10/15 anni), c’è un apprezzamento del loro valore.

b) Come investire i risparmi. LE OBBLIGAZIONI

Sottoscrivendole, diventi creditore dell’emittente. L’obbligazione ha una cedola, in genere annuale (ma ce ne sono anche con periodicità diversa) il cui pagamento prescinde dai risultati della gestione di chi la emette; ha, inoltre, una scadenza, che attenua il rischio almeno sotto l’aspetto temporale. Puoi perdere anche tutto se il debitore fallisce, ma è un caso abbastanza raro se chi emette queste obbligazioni è un Ente Pubblico (il Tesoro, in Italia, per i Bot ed i Btp), una società pubblica o parapubblica o una società “corporate”, cioè società per azioni, in genere quotate in borsa, con fatturati di rilievo.

Ancora il rating

Sono titoli a cui viene attribuito un punteggio (il rating) che cresce col crescere della previsione di rimborso alla scadenza.

Qui vige una regola base : a parità di rating, il rischio è maggiore se la cedola, cioè l’interesse promesso, è più alta. Insomma più guadagni più rischi.

Euro, dollaro,yen?

Le obbligazioni possono essere emesse anche in valuta diversa dall’euro ed, in questo caso, il rimborso finale o il pagamento della cedola risentirà dell’andamento del rapporto tra l’euro e l’altra valuta; un rischio aggiuntivo.

Definiamo l’obiettivo dell’investimento

  • La scelta dell’investimento è strettamente legata all’obiettivo che ci prefiggiamo.

Incide anche l’entità perché sarà più facile e meno costoso diversificare tra i vari prodotti  se dispongo di 100mila, invece di 10mila euro.

Tornando all’obiettivo, solo per fare un esempio, è di breve durata  perché pensiamo di comprare il garage,  cambiare i mobili, contribuire alle spese per il matrimonio di un figlio?

Oppure serve ad arrotondare la pensione?

O, ancora,  deve solo  tutelarci in caso di imprevisti ed essere destinato ai figli quando non ci saremo più?

Siamo in grado – per tempo a disposizione, voglia e capacità – di gestire da soli il nostro investimento o preferiamo affidarci al nostro gestore?

Attenti ai costi dell’operazione

E’ da questo esame che scaturirà la durata massima del deposito e la forma tecnica prescelta.

Sia ben chiaro, in qualsiasi momento possiamo modificare la nostra azione, ma questo incide sicuramente in termini di costo e può determinare anche delle perdite.

  • La sottoscrizione di un qualsiasi prodotto finanziario, diverso dal c/c, comporta l’obbligo di accendere un “deposito titoli”, collegato al c/c.
  • Il costo del deposito è di 1,50 euro al mese e si aggiungere a quello del c/c.
  • Inoltre, il deposito titoli è soggetto ad un’imposta di bollo, pari attualmente al 2 per mille per anno e viene calcolata sul valore  dei titoli depositati a fine di ogni trimestre.
  • Sugli interessi che percepiamo, per dividendi o cedole, viene detratto il 26%, che si riduce al 12,5% se si tratta di Titoli di Stato.

Facciamo i conti in tasca all’investitore

Aiutiamo il nostro Giuseppe a fare un po’ di conti, immaginando che abbia acquistato, con i suoi 40mila euro, un’ obbligazione, diversa da un titolo di Stato, con durata di 5 anni, che gli dà un rendimento del 3,50 %.

Ogni anno, incasserà 1.400 euro lordi, a cui dovrà detrarre, come costi ripetitivi :

  • € 364, per il 26% di imposta sulle cedole,
  • €   80, per il 2 per mille sull’importo nominale del deposito a fine di ogni trimestre,
  • €   18, per il costo del deposito di € 1,5 mensili,
  • €   16,  per il 4 per mille della commissione per acquisto del titolo, cioè 160 euro, che spalmiamo su tutto il periodo dei 10 anni di vita del titolo

per un importo netto di € 922 per anno

Siamo solo all’inizio.

Prepariamoci alle cose più complesse!