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Al risveglio, ecco l’amore che bussa alle porte del cuore.

Al risveglio, ecco l'amore che bussa alle porte del cuore
Antonietta Polcaro
Scritto da Antonietta Polcaro

Al risveglio, ecco l’amore che bussa alle porte del cuore..

Mi scoprii innamorata di Enrico dalla sera alla mattina.

Il giorno successivo, appena sveglia, mi sembrò di non poter più vivere senza di lui. Desideravo averlo accanto. Avevo trascorso momenti meravigliosi, dove tutto era stato giusto e naturale.

Mi trasmetteva equilibrio e serenità, attenzione ed affetto.

Il tono delle telefonate cambiò. Divenne più intimo.

Prese l’abitudine di venirmi a prendere tutte le mattine per accompagnarmi da Alberto, anche il pomeriggio e la sera. Soltanto alle 12.30 poteva mancare qualche volta, perché a quell’ora magari era in tribunale.

Il suo studio si occupava di diritto fallimentare. Diceva che andava avanti da solo. Erano finiti i tempi in cui dedicava al lavoro più di dodici ore al giorno. Vi erano altri tre avvocati e si avvicendavano diversi praticanti. Seguiva personalmente solo i casi più complessi.

Gli feci conoscere Emanuela.

Lei fu un po’ intimorita. Ed anche un tantino gelosa. Non era abituata a dividermi con nessuno. In passato le avevo fatto già fatto conoscere qualcuno ed il suo sentire era stato per me molto importante. Voleva la mia felicità. Certe volte la mamma era lei.

Enrico mi parlò del rapporto con i figli. Era un padre presente, ma loro erano grandi e non avevano più tanto bisogno se non economicamente. La separazione non li aveva sconvolti granché. Erano stati sempre ragazzi molto indipendenti che non avevano dato problemi. Adelia era riuscita a seguirli fino a dodici tredici anni. Erano molto affezionati alla nonna Elvira e quando avevano un problema andavano da lei.

Il suo matrimonio era stato come il fidanzamento. Niente entusiasmi eccessivi ma anche niente traumi. Una vita regolare, lui aveva delegato tanto poiché impegnato nel lavoro. Conducevano vite parallele.

Improvvisamente Adelia era impazzita, diventando velenosa. Aveva iniziato a lamentarsi che la sua non era vita, che lui non c’era e non c’era mai stato, che era arido, che l’aveva tradita.

“Non sono arido, amo la famiglia, le mie sono state solo storie di sesso. Tante volte era veramente difficile rifiutarsi oppure non sentirsi sfidato, negli ambienti che frequento per lavoro nascono occasioni passeggere, si è sempre vestiti bene, le donne in maniera seducente, a volte anche provocante. Però non ho mai permesso che queste storie interferissero con la mia vita. Le ho tenute fuori e sono durate sempre poco. Una notte Adelia mi aspettò sveglia. Quando mi ritirai, era anche una cena di lavoro, io ho in piedi tanti rapporti, mi vomitò addosso una serie di accuse ingiuste. Tutto quello che ho fatto nella mia vita è stato solo in funzione della famiglia. Lei diceva che invece avevo pensato esclusivamente a me stesso. Come era possibile? Il benessere economico che le ho dato? Le vacanze? Lei non ha mai dovuto preoccuparsi di niente, bastava che esprimesse un desiderio. E’ stata sempre libera di fare ciò che ha voluto. Alla fine se ne andò a dormire in un’altra stanza. Disse che voleva la separazione. Io non le credetti, era impossibile, lei sempre così docile e remissiva.”

Il giorno dopo era andato a parlarne con la mamma. Donna Elvira lo aveva rimproverato, aveva lodato la pazienza portata dalla moglie in tutti quegli anni, lei l’aveva scelta bene. Le avrebbe parlato, “tu intanto vai a prenotare qualche giorno fuori da soli.

Non c’era stato verso, Adelia si era incaponita. Aveva detto che era ancora in tempo per vivere, per respirare, se fosse rimasta con lui sarebbe stata condannata ad un futuro di solitudine e depressione! “Come, le cene e le feste a cui partecipava?, le amiche, le partite a carte, quella casa meravigliosa! Vivere accanto ad una persona e scoprire di non conoscerla affatto!”

“Ha rinnegato tutto, persino mia madre, che tanto le era stata vicina. Per fortuna i suoi genitori non c’erano più, sarebbe stato un colpo terribile per loro”.

“Angela non ti rattristare, è tutto passato, non ci sono stati danni per nessuno. La vita va così. In fondo mi dispiace pure per Adelia. Non ha fatto niente di tutto quello che ha detto. Da ciò che mi riferiscono i miei figli, non conduce una vita brillante come prima. E non c’è neanche un’altra persona accanto a lei. Mah?, parlando con un mio amico medico, non Alberto, ho scoperto che certe volte una menopausa precoce influisce sui comportamenti. Adelia ha iniziato ad avere problemi subito dopo i quarant’anni. L’ho portata dai migliori specialisti. Nonostante le cure, non solo aveva sbalzi di umore, ma anche comportamenti inconsulti. Una volta durante il cenone di Capodanno scoppiò improvvisamente a piangere. Per fortuna riuscimmo a riparare dicendo che aveva ricevuto una brutta notizia. La consolai.”

Eravamo al ristorante. Aspettavamo il dolce. Non mi ero accorta che stavo giocherellando con il gambo del calice. Chiuse la sua mano sulla mia e mi guardò negli occhi.

“E’ stato meglio così. Non avresti mai accettato di conoscermi se fossi stato ancora sposato. E non avrei potuto innamorarmi di te.”

Arrivò un tortino al cioccolato per lui ed una coppa di tiramisù per me.

Quando fummo sulla soglia in procinto di andare via, mi tirò verso di sé circondandomi la vita e mi baciò. Avevo i tacchi alti ed un equilibrio instabile. Gli arrivai addosso. Sentii il suo desiderio.

La bocca era invitante ed ancora cioccolatosa. Nell’abitacolo dell’auto ritornammo ragazzi.

Prima di andare a letto mi arrivò un messaggio :

“Buonanotte al mio angelo, alla mia luce, al mio domani. E.”

(9 continua)

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